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Be a Destination

Se è vero che il negozio fisico riveste ancora un’importanza strategica, esso deve però evolversi per adempiere a nuove e peculiari funzioni: proporre un’esperienza d’acquisto basata sulla mera esposizione della merce a scaffale non può più essere ritenuto sufficiente. Per comprendere questo nuovo ruolo del negozio è fondamentale riconoscere che le persone, spesso, non comprano beni, ma significati: scelgono prodotti e servizi per ragioni che hanno a che fare con la sfera emotiva, psicologica e psicosociale.

“Le persone non comprano prodotti e servizi, ma relazioni, storie e magia”
S. Godin

I tempi in cui la scelta d’acquisto avveniva in base alla sola “superiorità tecnica di prodotto” sono superati e ciò richiede ai merchant, accanto all’offerta, di esprimere se stessi, di raccontare delle storie in grado di conquistare la mente e il cuore delle persone. È quindi fondamentale capire che retailing oggi non significa mettere prodotti nella borsa del consumatore, ma costruire con lui un rapporto crossmediale capace di durare nel tempo, per poi vedersi ripagati con le tempistiche e nelle modalità a lui più congeniali. Il punto di vendita deve così evolversi a “punto di esperienza” e passare dall’essere percepito come un have-to-go-place all’essere un want-to-go-place. Un contenitore di esperienze appaganti, dove lo shopper non ha l’onere di andare, ma il desiderio e il piacere di stare.

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